Valentina
dove hai iniziato a giocare a calcio
? Sono
nata a
Valli di Chioggia
e a calcio ho cominciato a
giocare fin da piccola con i ragazzi del mio quartiere, squadre femminili o
miste non esistevano. Ho dovuto aspettare i quattordici anni prima di far parte
di una vera squadra femminile il
Santangiolese di Piove
che militava nella serie D, lì
sono rimasta per tre anni , prima di andare per cinque anni al
Gordige
in serie B, poi
sono andata al
Chioggia
per tre anni e da due sono al
Mestre.
Pur non avendo fatto la scuola calcio ho fatto un bel percorso calcistico, e di
tutte le società dove ho giocato ho un bel ricordo , memorabili tra questi, gli
anni al Chioggia la squadra della mia città, seguita allora da un folto
pubblico.
Valentina sei
sempre stata una punta o lo sei diventata ? Pregi e difetti ?
Sono sempre stata attaccante.
Fin da bambina la mia aspirazione e felicità era ed è fare gol, e nelle
categorie inferiore appena iniziato a giocare riuscivo a segnare anche più di
cinquanta gol a stagione, e nel Gordige ho vinto anche il titolo di
capocannoniere. Il mio pregio maggiore, penso che sia la velocità. Il
difetto ? Data la mia statura non segno gol di testa.
Ti rimproveri
se sbagli qualche gol di troppo ?
La partita la vivo molto
intensamente, e se sbaglio gol importanti per la mia squadra, ci penso tutta la
settimana, rinproverandomi di non essere riuscita segnare. Anni fa, ricordo i
pianti che facevo quando questo succedeva ,ora maturando non piango ma ci resto
veramente male.
Ti ritieni
una prima punta o una mezza punta che ha bisogno di una spalla ?
Per la mia conformazione fisica
e per il mio modo di giocare mi ritengo una mezza punta che a bisogno di partire
un po’ più indietro per trovarmi gli spazi per puntare a rete, Come spalla per
il mio ruolo mi favorisce i tanti anni che ho giocato con la Claudia
Bellemo,aver fatto fin da piccole lo stesso percorso calcistico ci dà
affinità, lei mi conosce e sa perfettamente i miei movimenti, posso dire che
lei oltre che compagna di squadra e anche come una sorella .
Quanti
sacrifici si possono fare per la passione del calcio ?
Tanti. Il calcio è la mia
passione primaria, per una partita a pallone rinuncio ben volentieri anche alla
discoteca. Ma nella vita purtroppo devi confrontarti anche nelle cose di tutti i
giorni come il lavoro, che ti permette di programmarti il futuro. Per mia
fortuna sono sempre riuscita a combinare nella mia attività sportiva un
compromesso che mi permette di coltivare questa mia passione , questo anche
merito delle persone che mi stanno accanto, dai genitori,( ii papa mio grande
tifoso ), alle compagne di lavoro che mi permettono di frequentare i tre
allenamenti settimanali, al fidanzato che sa quanto ci tenga al calcio.
Il sogno e il
futuro ? Il sogno
sarebbe quello di giocare in serie A . Il futuro non so !! Speriamo al Mestre
con una squadra che possa ambire alla promozione in serie A.
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